Premessa doverosa: questo blog non tratterà mai (e dico mai) di politica.

Il perchè di questa premessa? Perchè magari dopo questo articolo si può pensare che parlerò di politica in futuro e invece, in questo articolo, parlerò del mio disgusto verso di essa.

Sicuramente, ieri, la maggior parte di voi sarà andata a votare non è vero?

Si votava per le Europee e in alcuni comuni per l’elezione del nuovo Sindaco. Come nel mio paese.

Ora, non so come sia stata la vostra esperienza elettorale ieri , ma la mia mi ha fatto infuriare non poco ( per non dire altro).

Partiamo da un presupposto che tutti conosciamo: “Il voto è libero. C’ è libertà di pensiero e di parola no? (anche se non ne sarei molto sicuro).

Ma, comunque, armato di buona volontà, alle 14.30 mi accingo ad andare a votare. Casa mia dista dal voto poco più di 5 minuti compreso parcheggio e arrivo in scuola. Quindi mi prefiggo una tabella: 5 minuti di strada, parcheggio, voto e altri 5 minuti per tornare. Per un totale di 15 minuti (abbondando) e dovrei essere a casa, salvo confusione che alle 14.30 mi sembra alquanto improbabile.

Benissimo, parto e come previsto, in meno di 5 minuti sono li.

Parcheggio e mi avvio. Attraverso e nel farlo vedo avvicinarsi un mio amico e già la cosa mi preoccupa. Due sono le cose: o è cosi felice di vedermi o vuole dirmi qualcosa. Ovviamente era giusta la seconda. E la domanda fatidica era: “Sai per chi votare?”.

Possibili risposte:

  1. Certo, Ovvio;
  2. No, suggerimenti?;
  3. Ma a te che te frega???.

Rispondo con un “Ovvio” e vado avanti ma neanche un metro dopo mi salutano e altra fatidica stessa domanda. Poco prima di entrare eccone un terzo e mi chiedo: “E’ così importante il mio singolo voto?? Oppure “Sono più importanti le Comunali o le Europee?”.

Finalmente, arrivato al mio seggio (persi, intanto, 10 minuti belli belli) ero pronto per votare. Ma la cosa strana è che tutto sembrava troppo calmo. Neanche il tempo di pensarlo ed ecco anche li stessa domanda. Stessa storia. Quasi quasi gliela facevo io una domanda: “Vuoi votare al posto mio?”.

Entro nel seggio e consegno il documento di riconoscimento (il telefono, ovviamente, lo avevo lasciato a casa e meno male visto che, comunque andava i gran sapientoni prensenti al seggio non mi avevano completamente chiesto nulla).

E finalmente votooooo. DA SOLO. CON LA MIA TESTA.

Esco e torno a casa. Per un voto che mi doveva prendere 15 minuti massimo ne ho persi più di 30. Fantastico.

Tutto questo, comunque, per dire solo una cosa:

“Se voi politicanti o come volete esser chiamati, avete fatto le vostre cose per bene, non c’è bisogno di tutto questo.

Proponete cose vere, sincere e reali senza bisogno di far disperare le persone.

E comunque bisogna sempre votare con cognizione di causa anche perchè è un nostro diritto.

Onestamente mi è parso di vedere persone che avevano troppa voglia di potersi sedere lì, su quel trono, e mangiarci più che bene. Mah. Spero di sbagliarmi”.

Politica? Si.

Ma così è uno schifo.

E chiudo.